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Golfo di Bothnia

Golfo di Bothnia

Il risveglio nel nostro cottage avviene, come ormai consuetudine, prima delle 7.30 a causa della luce che filtra dalle finestre ma soprattutto dal fatto che i nostri bioritmi sono sfasati dalle latitudini! Come prima cosa, visitiamo la zona di Gammelstad, patrimonio dell’UNESCO: si tratta di file di cottage bianchi e rossi costruiti attorno alla grande chiesa in pietra del XV secolo nel centro del paese (in realtà questo era l’antico centro città di Lulea). Ritroveremo in altri nuclei abitativi la stessa particolarità (e la struttura che ci ha ospitato a Boden ne è un ulteriore esempio): queste casette venivano usate nei secoli scorsi dalla popolazione delle campagne per trascorrere qui i fine settimana e partecipare alle funzioni religiose, oltre a incontrarsi e a mercanteggiare. Ora alcune sono affittate per la stagione estiva, altre abitate in maniera stanziale, altre ancora sono una fedele rappresentazione di quello che erano in passato. Per fortuna, è ancora presto e quindi abbiamo la possibilità di visitare questo stupendo luogo ancora in totale solitudine (il rovescio della medaglia è che non troviamo neanche un caffè aperto per la colazione).

Purtroppo il cielo è ancora grigio, ogni tanto pioviggina e soprattutto spira un vento gelido che spesso ci porta a incappucciarci con le nostre felpe. Nella vicina Ojebyn, che non manchiamo di visitare, ritroviamo i cottage di cui abbiamo parlato prima, sempre disposti nei pressi della chiesa e della torre campanaria, la più antica del Norrbotten. Pitea è una graziosa cittadina che di lì a poco troviamo sul percorso; facciamo colazione in una pasticceria della via principale (Storgatan) e poi, come per miracolo, troviamo un elegante negozio di abbigliamento invernale ed è qui la Musla corona il suo sogno: trova ed acquista un bellissimo piumino di produzione svedese (Fjällräven) che può tenere caldo anche al Polo Nord, proprio quello che tanto desiderava e non importa se è costato una fortuna, ciò che conta è che la Musla trascorrerà un inverno sereno! Adesso che gli umori sono positivi i Musli ne approfittano per mangiucchiare qualcosa in macchina mentre procedono alla volta di Skelleftea, un posto tranquillo anche se abbastanza grande. La strada ci porta sempre più a sud e costeggia il golfo di Bothnia che però non riusciamo mai a vedere; raggiungiamo Lovanger e qui troviamo il più delizioso dei villaggi-chiesa; davvero una particolarità sempre più frequente da queste parti.

Nel tardo pomeriggio arriviamo a Umea, dove dormiremo questa notte. L’Hotel è un po’ fuori dal centro, lo troviamo discreto e decente. Dopo esserci un po’ rimessi in sesto usciamo alla scoperta di questa città, sicuramente più grande e animata delle precedenti ma sostanzialmente strutturata nella stessa maniera, con una via principale (Storgatan), un centro chiuso al traffico e vari negozi e caffè. A differenza di quanto si può trovare in Italia non ci sono centri storici, ma vie prettamente commerciali. All’ora di cena cerchiamo un ristorante nel quale andare e cominciamo a trovare delle difficoltà; data la popolazione di Umea, che è sede universitaria e quindi assai frequentata da giovani, ci sono molti locali tipo pub, bistrot, tex-mex ma nulla che possa definirsi un ristorante! Alla fine ci imbattiamo in ‘Costas’, ristorante greco, che ci entusiasma e ci convince immediatamente ad entrare. Il solerte cameriere si preoccupa del fatto che i menù sono in lingua svedese ma, ovviamente, tutti i piatti greci noi li conosciamo bene e quindi nessun problema!! Cena a lume di candela, molto buona e assai gradita. Rientro all’hotel per il consueto diario di viaggio…

Itinerario: Boden (Svezia) – Lulea (Svezia) – Ojebyn (Svezia) – Pitea (Svezia) – Skelleftea (Svezia) – Umea (Svezia) (Km. 292)

Pernottamento: OK Hotell (discreto)