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Entroterra svedese

Entroterra svedese

Al risveglio Kiruna ci propone 4°C e una sorta di acqua mista a neve. Diciamo che la giornata non promette niente di buono! Dopo la colazione e una breve visita al museo Sami che ci ha ospitato, riprendiamo il cammino che oggi ci farà attraversare verso sud gran parte della Lapponia svedese. Il paesaggio è pressoché invariato mano a mano che avanziamo nel nostro viaggio: distese continue di pini bassi, alternate a corsi d’acqua e piccoli laghi. Sarà la giornata uggiosa e fredda, sarà il lento procedere a 90 km/h su strade semideserte, sta di fatto che ci prende un po’ di malinconia pensando al sole caldo delle Lofoten e alle superbi panorami norvegesi. Facciamo tappa a Gallivare e alla sua città gemella Malmberget, luoghi alquanto insignificanti e privi di ogni identità, sia storica che architettonica: l’unico centro di aggregazione sembra essere sempre e solo il supermercato locale. Qui visitiamo brevemente, anche a causa del vento gelido, l’unica testimonianza del passato e cioè un ex-villaggio di minatori della locale miniera di ferro (per la cronaca la seconda più grande della Svezia dopo quella della vicina Kiruna), costituito da baracche in legno di fine ‘800. Abbiamo poi un appuntamento imperdibile che ci rende anche maggiormente tristi: poco dopo Jokkmokk salutiamo definitivamente il Circolare Polare Artico che avevamo attraversato e mai abbandonato fin da Rovaniemi. Ulteriore nota di negatività riguarda la fine delle provviste di Parmigiano e Friulano Stravecchio; infatti l’ultima ‘razione’ è stata consumata oggi a pranzo, in macchina (causa freddo) e in riva a un laghetto dalle parti di Porjus.

Il panorama che vediamo scorrere dai finestrini di Elisa è piuttosto monotono e continua a proporre pini, betulle e betulle e pini! Proseguiamo sulla 45 fino a deviare sulla 374 verso sud-est e raggiungere Boden, il paese che ci ospita per questa notte. Arriviamo all’indirizzo della nostra sistemazione e ci troviamo un po’ spaesati. Niente a che vedere con cottage o altro, solamente un viale di betulle con villette e palazzine. Grazie ad una intuizione fortunosa della Musla giungiamo al piazzale della chiesa locale e alla sua destra notiamo una fila molto carina di casette rosse e bianche che scendono verso il fiume. Incredibile a dirsi, si tratta proprio dei nostri cottage! Ovviamente nessuno è presente per accoglierci e le casette sono tutte disabitate. Vediamo un post-it con numero telefonico e così scopriamo che le nostre chiavi giacciono semplicemente a terra sotto una scala in legno. L’interno del cottage è delizioso, i letti sono a castello (!) e i bagni in un’altra costruzione; ciò non rappresenta un problema perché siamo gli unici ospiti di questo ‘villaggio’ deserto! Inoltre ci sentiamo come dei boy scout in quanto questi alloggi sono di proprietà della Chiesa locale! Boden è famosa per essere il comprensorio militare più grande della Svezia ed infatti abbiamo notato varie caserme sulla strada prima della città. Per questo ci aspettiamo una ricca offerta di locali e ristoranti… siamo subito smentiti! Dopo un breve giro per il centro, quanto mai deserto alle 18.30, decidiamo di spingerci per la cena verso Lulea, città abbastanza grande e sul mare del golfo di Bothnia. Le uniche scelte che propone il centro sono un ristorante thailandese (scartato a priori) e un movimentato bistrot proprio sulla via centrale. Scegliamo quest’ultimo e consumiamo panini e fette di torta che ci saziano a dovere. Rientro a Boden con il cielo che propone uno squarcio di luce in uno scuro a cui non eravamo più abituati: le latitudini sono diverse e ci ricordano che il Circolo Polare Artico è ormai lontano.

Itinerario: Kiruna (Svezia) – Muddus National Park (Svezia) – Boden (Svezia) (Km. 347)

Pernottamento: Kyrkstugorna (deliziosa sistemazione con letto a castello in un villaggio di cucciolose casette rosse)