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Wadi Rum

Wadi Rum

Oggi lasciamo il Movenpick con un po’ di struggimento proprio quando – come capita sempre – siamo ormai a nostro agio e ne conosciamo ogni angolo; destinazione deserto del Wadi Rum! Dopo circa un’ora di auto attraverso un paesaggio che si fa sempre più arido e roccioso, raggiungiamo Il visitor center del Wadi Rum in cui sono esposti i prezzi delle varie escursioni nel deserto a bordo dei fuoristrada degli autisti autorizzati… noi optiamo per un giro di mezza giornata e quindi veniamo affidati a tale Mohammed, uno smilzo ragazzo che ci dà appuntamento al parcheggio del Wadi Rum Village a qualche chilometro di distanza; lo perdiamo di vista quasi subito e facciamo poi fatica a riconoscerlo perché ai nostri occhi tutti questi ragazzi beduini, vestiti più o meno in modo simile con un lungo pastrano e il turbante, sembrano tutti uguali! Mohammed carica i nostri bagagli al posto di fianco al guidatore (a fine escursione ci porterà al campo che abbiamo prenotato per la notte) e fa invece accomodare noi su due spartane panchine poste nel cassone del pickup, ovviamente all’aperto! 

Nonostante il tempo nuvoloso, noi siamo ben attrezzati ed equipaggiati e quindi non avremo mai freddo durante la giornata! Dopo una piccola sosta al supermercato locale per gli approvvigionamenti per il pranzo, iniziamo a percorrere le piste del deserto di sabbia rossa. La prima sosta è la Sorgente di Lawrence, battezzata in onore dell’evocativa descrizione che ne fa Lawrence nel suo libro “I sette pilastri della saggezza”: scattiamo qualche foto ai cammelli adagiati ai piedi della collina ma decidiamo di non avventurarci nella salita… la giornata è lunga! Veniamo quindi portati alle dune rosse del Wadi Um Ishrin: sono alte una ventina di metri e la loro sommità, che raggiungiamo con fatica, offre un panorama incantevole sulle formazioni rocciose circostanti e sul deserto… Una vista che ci toglie il fiato e che in un attimo ci riporta alla Monument Valley! Il sole fa capolino e accende ancor di più il rosso di questa terra. Dopo un veloce pranzo, con tanto di the sotto una tenda beduina, ci addentriamo dentro il Khazali Canyon, uno dei luoghi più straordinari del Wadi Rum. La sua imponente sagoma si delinea dalle dune di sabbia, ma è ai suoi piedi che si può meglio apprezzare la grandiosità del luogo e comprendere quanto ci senta piccoli al cospetto della grandiosità della natura. Una stretta spaccatura rocciosa, (il siq, che ritroveremo poi anche a Petra) si apre alla base della frastagliata montagna e permette di incunearsi per un centinaio di metri in una gola fino ad arrivare a un punto cieco. Qui si possono ammirare le antiche incisioni rupestri che risalgono al periodo dei Nabatei.

Nel percorrere il siq accade l’imprevisto: al Muslo cade la videocamera in un’isolata pozza d’acqua e lì affoga; prontamente recuperata con nonchalance davanti alla stupita folla che seguiva l’episodio, il Muslo senza alcuna favella l’asciuga al meglio e poi la rimette in tasca… Morale: il device riprendere a funzionare solamente al ritorno a casa, lasciandoci senza possibilità di filmare le bellezze del paesaggio da qui in avanti! Mohammed ci guida poi ai piedi di altre due formazioni rocciose molto scenografiche a forma di ponte: il Little Bridge, facilmente scalabile e dalla cui cima si gode un meraviglioso panorama e quindi un altro più ripido e scivoloso… Vista la disavventura al siq decidiamo di non sfidare ulteriormente la sorte che oggi non ci assiste rischiando la salita sulla roccia (la maggior parte dei turisti presenti affronta l’ascesa solo per essere immortalati dai propri autisti in una foto da brividi in cui sembra essere sospesi nel nulla!).  Caricati nuovamente nel cassone dello scalcinato fuoristrada di Mohammed ci godiamo il panorama del deserto, ora più bello che mai, in quanto illuminato dalla calda luce del sole del pomeriggio, fino ad arrivare al Memories Aicha Luxury Camp; qui ci accoglie un simpatico e istrionico personaggio che ci comunica subito la nostra’ fortuna’… a causa delle numerose prenotazioni, abbiamo avuto un upgrade gratuito e, piuttosto che la junior suite da noi bloccata dall’Italia, soggiorneremo nell’executive suite! Si tratta di una casetta con doppio tetto a tenda, con tutti i comfort di una camera di un hotel in centro città: bagno spazioso con doccia e copiosa acqua calda, condizionatore che fa da riscaldamento, mobili intarsiati e poltrone reali… sembra di essere in un racconto de ‘Le mille e una notte’…! Come sono lontani i tempi dello spartano campo omanita (seppur indimenticabile, in quanto prima nostra volta in un deserto!) alle Sharqiya Sands!

L’accampamento è davvero uno spettacolo: da una parte protetto da un costone roccioso e dall’altra con vista aperta sul deserto circostante… Le casette (e gli igloo) a disposizione degli ospiti sono posizionati a cerchio e creano un panorama quasi marziano! Ci avventuriamo a piedi nei dintorni, alla ricerca di spunti fotografici al tramonto, nel mentre il cielo, miracolosamente, si apre fino a diventare limpidissimo per poi cenare al buffet allestito all’interno di una spettacolare tensostruttura a palla… i piatti, freddi e caldi, sono molto gustosi e di qualità, peccato che il freddo del deserto inizi a farsi sentire e le stufe presenti riescano a scaldare l’ambiente in modo non sufficiente… Come faremo ad affrontare la passeggiata notturna per vedere le stelle? La soluzione si trova nella nostra suite! Appena arrivati, infatti, avevamo notato due pastrani di pelle e pelo su un appendiabiti… da schizzinosi, ci eravamo stupiti di chi potesse indossarli adducendo anche questioni igieniche (chi li avrà mai indossati prima di noi?) e giurando che non li avremmo nemmeno toccati… Beh, dopo la cena al freddo e sentendo la temperatura esterna, cambiano decisamente idea, li indossiamo e ciò rappresenta la chiave di volta: sono pesanti e caldissimi e fino a quando non andiamo a letto non sentiamo più un brivido di freddo!! Trascorriamo momenti per noi indimenticabili in un affascinante spazio ricavato in una sorta di grotta alle spalle del Camp dove si è svolta la cena: tutto è illuminato dalle lanterne e dai fuochi accesi qua e là, il gentilissimo personale del campo ci offre the caldo da gustare intorno ai falò col sottofondo di una musica araba ipnotica… è difficile descrivere a parole il benessere e il relax mentale che qui sperimentiamo! Ma la notte è ancora giovane e decidiamo di partecipare all’escursione notturna per vedere le stelle: organizzata dal personale del Memories Aicha Luxury Camp, è una camminata breve passeggiata sotto il campo; inizialmente ci sembra un po’ un furto (ci vengono chiesti 10 JOD a testa) ma in realtà si rivela essere una delle esperienze più indimenticabili della nostra vacanza in Giordania! Siamo testimoni della stellata più bella che abbiamo visto in tutta la nostra vita: milioni di stelle sopra di noi, nel buio quasi assoluto del deserto, mentre il giovane astrologo del campo, col suo fluente inglese, ci spiega le varie costellazioni indicandole con una torcia laser! Inoltre, un fotografo con attrezzatura professionale (lo stesso uomo che ci aveva accolto alla reception) si offre di fare a tutti i partecipanti spettacolari foto di gruppo e singole con la cornice della volta celeste…Meraviglioso! Alla fine, alcuni pickup ci riportano al campo evitandoci il ritorno in salita. Insomma, per la location, l’attenzione agli ospiti e i servizi, la permanenza al Memories Aicha Luxury Camp vale davvero il viaggio!

Itinerario: Aqaba Tala Bay – Wadi Rum (Km. 79)

Pernottamento: Memories Aicha Luxury Camp