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Verso il confine saudita

Verso il confine saudita

Oggi è il tempo è bello e prendiamo la nostra Peugeot per fare alcune ricognizioni sui migliori luoghi dove fare snorkeling; ci fermiamo nelle spiagge libere accanto al Bedouin Garden Village e quindi a Marina Park. Ci convince la prima in quanto notiamo alcuni turisti già intenti a entrare in acqua con muta, pinne e maschera e soprattutto il reef è già chiaramente visibile dalla spiaggia!

Guidiamo poi alla volta di Aqaba per poi percorrere un giro in senso antiorario nell’entroterra, alla scoperta della natura e delle caratteristiche di luoghi un po’ meno legati al turismo. Imbocchiamo inizialmente la strada che porta verso Amman per poi ripiegare verso sud in direzione del confine saudita; incontriamo per lo più camion che, con vistosa fatica e lentezza, percorrono la strada quasi totalmente in salita che è fiancheggiata da aspre montagne che ci ricordano quelle omanite. Essendo usciti dal magico mondo ovattato dei resort per turisti, notiamo la sporcizia che, un po’ ovunque, deturpa il paesaggio e che sarà una costante negli spostamenti in Giordania: le campagne e più in generale tutte le aree al di fuori dei centri abitati sono costellate da un’infinità di sacchetti di plastica e rifiuti abbandonati un po’ dappertutto in una sorta di discarica a cielo aperto.

A un certo punto in nostri occhi vengono attirati da grandi macchie scure lungo una stradina che diparte dalla strada principale che stiamo percorrendo; a primo avviso, pensiamo a campi coltivati in contrasto con il colori del deserto arido e sassoso che ci circonda, quindi a rocce più scure in un contesto di sfumature ocra ma poi scopriamo l’amara verità: migliaia di pneumatici usati e abbandonati, accatastati in mezzo al nulla lungo una striscia d’asfalto che, probabilmente, porta a un centro di smaltimento…! Ne siamo talmente sconvolti che decidiamo di percorrere questa stradina e abbiamo la sensazione di trovarci in un posto fuori dalla realtà. Nemmeno le foto rendono l’idea alla quantità impressionante di gomme che si dipana davanti a noi. Allucinante! Com’è possibile tanta incuria e inciviltà a pochi chilometri in linea d’aria dai grandi resort a cinque stelle e dalla Aqaba University of Technology che, come una cattedrale nel deserto, si trova a poche centinaia di metri prima della discarica? Dopo pochi chilometri, giungiamo al confine con l’Arabia Saudita; convinti dell’esistenza di una strada che appare sulla mappa ma che in realtà scopriamo non percorribile, arriviamo praticamente a pochi metri dal checkpoint: nonostante la polizia giordana sia sempre molto carina e disponibile, proviamo un po’ di timore in quanto si tratta pur sempre di un confine piuttosto ‘caldo’! Attraversiamo quindi l’immensa zona industriale di Durra per poi tornare al Movenpick.

Il cielo si annuvola e quindi decidiamo di passare la giornata in relax facendo una bella passeggiata dalla spiaggia fino al complesso di Marina Plaza che confina con il nostro resort e altri hotel che si susseguono; nonostante tutti siano molto carini, con edifici in bello stille arabeggiante, il Movenpick si dimostra il più sontuoso tra tutti! Incontriamo molti gatti tra cui un micino dal manto rosso che ci segue in cerca di coccole per qualche centinaio di metri! La voglia è quella di portarcelo a casa tale è la sua affettuosità…! Dopo esserci goduti un bellissimo tramonto in spiaggia, torniamo ad Aqaba e questa volta ceniamo al ‘Syrian Palace Restaurant’ dove, a causa dell’alto numero di avventori, aspettiamo davvero una vita prima di ricevere il nostro pasto composto da hummus, falafel, riso giallo con verdure per la Musla e kebab alla moda di Aleppo (molto speziato) per il Muslo. Questo tempo ci dà la possibilità di guardarci in giro e fare attenzione agli altri clienti; a parte molti occidentali, vi è una famiglia araba (che, nonostante sia arrivata dopo di noi, viene servita molto prima di noi!) con vari bambini: entrambi i genitori sono vestiti in maniera tradizionale, lui con la kefiah in testa, lei con il niqab che lascia intravedere solo gli occhi e che complica non poco la semplice operazione di portarsi ogni boccone alla bocca! In Giordania, a differenza che in Oman, la stragrande maggioranza delle donne indossa invece lo hijab che lascia il viso completamente scoperto e si limita a velare il capo e i capelli.

Itinerario: Movenpick  – Bedouin Garden Village – Marina Park – Aqaba – Durra – Movenpick (Km. 84)

Pernottamento: Mövenpick Resort & Spa Tala Bay