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Aqaba

Aqaba

Oggi ci godiamo il meritato riposo all’interno del nostro resort. Nonostante ci sia il sole tira un’aria piuttosto fresca e quindi decidiamo di prendere un po’ di sole vicino alla jacuzzi e alla piscina, entrambe riscaldate. Pranziamo allo snack bar del resort e ordiniamo due meze, la classica selezione di antipasti caldi e freddi della cucina araba… tutto squisito, peccato ci portino una quantità di cibo per una dozzina di camionisti affamati che ovviamente noi non riusciamo a finire, in vista anche della pianificata sessione di snorkeling alla sottostante spiaggia privata del Movenpick.

Indossate le nostre mezze mute che ci accompagnano nei nostri viaggi fin dalla luna di miele in Australia, ci immergiamo nel Mar Rosso; l’acqua è relativamente calda e, benché vi siano solo pochi coralli, lo spettacolo dei pesci colorati che ci nuotano accanto è davvero stupendo! Dopo una doccia calda, usciamo per goderci il tramonto dalla spiaggia; il sole scende con varie sfumature di arancione dietro le alture egiziane. Ci troviamo infatti in un punto geografico per cui, nel giro di pochi chilometri, si possono vedere ben tre stati confinanti: Israele, Egitto e Arabia Saudita.

In serata prendiamo la macchina e andiamo ‘in vita’ ad Aqaba, che si dimostra un’accozzaglia disordinata di case e numerosissimi negozi i quali, come spesso accade nel mondo arabo, sconfinano con la propria merce sui marciapiedi. Rimaniamo sconvolti da un’area in cui sono concentrati alcuni banchi che vendono scarpe… mai viste tante in una volta sola! Ovviamente il suq di Aqaba non può che farci tornare in mente quelli omaniti. Di fronte a noi, al di là del Mar Rosso, è ben visibile una ampia distesa di luci che altro non è che Eilat, unico avamposto israeliano su questo mare. Ceniamo quindi al ‘Rakwet Kanaan Restaurant’, famoso per le sue focaccette (schiacciatine condite nei più svariati modi): noi optiamo per una variante col timo e formaggio e una con pomodori e falafel, unite a sambousek (panzerottini fritti di pasta fillo al formaggio) e l’immancabile fava (chiamata fuul). Anche qui, presi dall’entusiasmo, esageriamo con le ordinazioni e facciamo molta fatica a finire la cena…! I prezzi si rivelano più che popolari se comparati a quelli del Movenpick, considerando, inoltre, che si tratta di un locale molto carino e frequentato da molti occidentali… 15 euro in due per tutto questo ben di Dio!

Torniamo al Movenpick e ci stupiamo ancora una volta delle strettissime misure di sicurezza a cui è sottoposto ogni ospite del resort. All’ingresso vi è un paracarro antisfondamento che viene abbassato solo dopo che l’inserviente della sicurezza si accerta della nostra identità e soprattutto verifica l’eventuale presenza di droga o polvere da sparo con un test fatto da una striscia tessile che passa a volte sulla maniglia della macchina, a volte sul volante. Ovviamente poi, una volta parcheggiata l’auto, per accedere all’hotel dobbiamo passare noi stessi ed eventuali zaino o borsette al metal detector.

Pernottamento: Mövenpick Resort & Spa Tala Bay