Stamattina lasciamo momentaneamente Meknes e partiamo alla volta di Fes dove arriviamo un po’ trafelati perché non calcoliamo bene i tempi e, per di più, il referente dell’agenzia a cui ci siamo affidati per la visita guidata ci cambia, strada facendo, il punto d’incontro. Saliamo sulla sua auto e capiamo subito che il suo stile di guida è alquanto approssimativo: mentre gestisce il volante, alterna telefonate al cellulare e appunti scritti su un quadernetto, rischiando ogni volta un incidente o un investimento di pedoni… mah! Per fortuna il tragitto è breve e quindi poco dopo facciamo conoscenza con quello che sarà la nostra guida, in lingua italiana, per tutta la giornata. Mahmoud, questo il suo nome, parla molto bene l’italiano e rende la nostra visita davvero interessante, conducendoci per gli stretti vicoli della città vecchia, raccontandoci aneddoti sulla vita locale e sulla storia di Fes. Passiamo dal quartiere andaluso, dove lui abita, che alterna vie brulicanti di bancarelle ad alcune molto silenziose che, spesso, sono vicoli ciechi senza uscita (per la nostra sopravvivenza abbiamo imparato che la parola derb li identifica!). Ci stupiamo ancora una volta della quantità di attività commerciali che si trovano nelle parti vecchie delle città marocchine, animate da artigiani e gatti anche nei posti più impensabili, il tutto con una sensazione di totale sicurezza che anche Mahmoud ci conferma. A differenza di Marrakesh, qui le persone sono molto rispettose e poco insistenti nei confronti dei potenziali acquirenti. Visitiamo il Palais de Fes, un meraviglioso palazzo trasformato in hotel dove, tra l’altro, torneremo poi per un pranzo davvero di alta qualità sul suo meraviglioso terrazzo che regala splendide viste sulla medina.
Fes ci ricorda un po’ Amman o anche Gerusalemme, in quanto risulta molto collinosa e vivace; visitiamo quindi una teleria e un’erboristeria, esperienza già fatta a Marrakesh, ma soprattutto un meraviglioso laboratorio di ceramica, Art d’Argille, dove siamo sul punto di fare una follia e acquistare uno stupendo tavolo da qualche migliaio di euro per casa nostra: alla fine desistiamo. E’ il momento poi della famosa conceria Chouara; per fortuna oggi non fa caldo, si sta bene in felpa e quindi l’odore che ne proviene, anche se piuttosto forte, non è insopportabile come avviene in estate e può essere gestito con un rametto di menta che ci viene dato all’ingresso, col consiglio di posizionarlo sotto il naso! Saliamo su una terrazza e ammiriamo il panorama di tutte queste pozze dai colori cangianti, vera e propria immagine iconica della città e del Marocco in generale, dove vengono lavate le pelli a mano prima di essere stese ad asciugare al sole. Mahmoud, camminando, ci offre uno spaccato della vita in città e più in generale nel paese, con vari dettagli su salari, scuole e ruolo della donna. Davvero interessante ed arricchente!
Facciamo ritorno a Meknes percorrendo per la prima volta un’autostrada (a pedaggio) e ceniamo ancora al Black Pepper a base di pizza! Proprio due italiani all’estero!!!
Itinerario: Meknes – Fes – Meknes (Km. 128)
Pernottamento: Hotel Belle Vue Meknes








