Lunedì 27 luglio inizia la nostra avventura in Sri Lanka. Come prima tappa arriviamo all’aeroporto di Abu Dhabi, dove facciamo scalo per ripartire l’indomani per lo Sri Lanka. Soggiorniamo in un hotel della catena Wyndham, discreto e senza grandi pretese, ma tutto sommato adeguato per una notte di transito.
La sera ceniamo in hotel e, dobbiamo dire, è una cena abbastanza piacevole, con del buon cibo locale; dopo più di sei ore di viaggio ci fa proprio bene fermarci un po’ e rilassarci. Peraltro la partenza da Malpensa aveva subito un ritardo, allungando ulteriormente i tempi di arrivo. Ma, in fondo, è una cosa da mettere in conto: quando si affronta un viaggio così lungo qualche inconveniente fa parte del gioco. L’importante è che, alla fine, arriviamo e tutto va bene.
Per il momento, quindi, possiamo dire che l’avventura è ufficialmente cominciata! Siamo ovviamente un po’ sballati con il fuso, ma decisamente felici della nostra prossima vacanza!
L’indomani ripartiamo da Abu Dhabi nel pomeriggio, diretti verso l’aeroporto di Colombo, in Sri Lanka. Il secondo volo è un po’ meno confortevole del primo: l’aereo è più piccolo e non abbiamo l’Extra Legroom, che peraltro abbiamo pagato, per cause alquanto misteriose e non chiare. In compenso abbiamo due posti tutti per noi, e questo rende il viaggio un po’ più confortevole. Alla fine arriviamo in Sri Lanka in tarda serata e anche qui dobbiamo aspettare l’autista che abbiamo prenotato più di mezzora… iniziamo bene! Secondo i suoi calcoli, dopo l’atterraggio devono passare tre quarti d’ora prima che noi siamo presenti all’appuntamento. Ridicolo!
Comunque raggiungiamo il Continental Hotel, nella zona di Seeduwa, non lontano dall’aeroporto di Colombo, e ci sistemiamo per la notte. Qui facciamo un incontro davvero particolare e piacevole. Il proprietario dell’hotel è un signore dello Sri Lanka che ha vissuto per vent’anni in Italia, più precisamente in Sicilia. Parla un discreto italiano e, naturalmente, è molto contento di poter conversare con noi nella nostra lingua. Anche per noi è curioso e piacevole incontrare, proprio all’inizio del nostro viaggio, una persona con un legame così forte con l’Italia. Ci accoglie molto bene e la serata trascorre piacevolmente.
La notte, invece, va un po’ così così. Dormiamo abbastanza poco, probabilmente anche a causa del fuso orario e della stanchezza accumulata durante il viaggio. Ma ormai siamo finalmente in Sri Lanka.
Itinerario: Milano Malpensa => Aeroporto di Abu Dhabi
Pernottamento: Escale Oceania Vannes Centre
L’indomani, di buon mattino, facciamo colazione di fronte all’Hotel de la Ville e poi ci mettiamo in macchina (da oggi soprannominata ET per via della sua targa) in direzione di Carnac, situata a circa 30 km ad ovest di Vannes, dove si trova il sito preistorico più importante d’Europa e la maggior concentrazione al mondo di megaliti. Più di tremila enormi pietre, risalenti a un periodo compreso tra il 5.000 e il 3.500 a.C., sono state allineate su un’area incredibilmente vasta. Ci aggiriamo stupiti e affascinati mentre ci poniamo mille domande su quale può essere il significato di queste pietre la cui funzione rimane a tutt’oggi in gran parte sconosciuta! Abbiano inoltre la sensazione di trovarci nella campagna inglese o irlandese: paesaggio, case e verde tutto attorno sono davvero simili! Dopo Carnac ci dirigiamo verso la penisola del Quiberon, una stretta lingua di terra lunga vari chilometri, sabbiosa e turistica nella parte orientale, selvaggia e rocciosa in quella occidentale chiamata la Côte Sauvage. Davanti al porto di Quiberon assaggiamo per la prima volta le squisite galette di grano saraceno (quattro formaggi e chèvre e miele), delizia assoluta tipica della Bretagna, sorseggiamo un kir alla pesca e alla castagna (vino bianco con essenza di succo alla frutta) e poi degustiamo il sidro locale, altra bevanda tipica della zona. Tutto davvero superbo!
La giornata è tiepida e assolata; facciamo una bella passeggiata in centro, sulla punta della penisola e infine ci dirigiamo verso ovest, dove si trova la famosa Côte Sauvage, una costa appunto selvaggia, inabitata, con una serie ininterrotta di golfi che, a seconda dei cambiamenti di marea e delle condizioni dell’oceano, cambia ogni giorno e ogni ora; ci ricorda molto la Jurassic Coast inglese, visitata qualche anno fa. Davvero spettacolare! Riprendiamo ET e risaliamo la penisola puntando infine a Concarneau, nel Finistere; è difficile resistere alla bellezza di questo gioiello che è la Ville-Close (città chiusa), circondata dalle sue fortificazioni nel cuore di Concarneau. Le strette vie di questo borgo, ricco di negozi e bistrot, sono purtroppo invase da una moltitudine di turisti e questo fatto rende l’atmosfera poco musla!
L’ultima tappa della giornata è Quimper, dove arriviamo con ancora la luce del tramonto; dopo la breve fermata all’hotel ci spostiamo alla ricerca di un ristorante per la cena. Ammiriamo la magnifica cattedrale Saint-Corentin (a dire il vero poco valorizzata dall’illuminazione notturna), le tipiche abitazioni a graticcio e la bellezza di alcuni palazzi in centro; nonostante ci troviamo in una città piuttosto grande facciamo fatica a trovare un posto dove mangiare. Ad ogni modo, come cani da tartufo, identifichiamo un posticino proprio di fronte alla cattedrale dove – attenzione! – il Muslo mangia il salmone (!!) e la Musla un tris di pesci che non vengono ben identificati…! Non può mancare una buona bottiglia di vino rosé locale. Chapeau!
Itinerario: Vannes – Carnac – Quiberon – Concarneau – Quimper (Km. 187)
Pernottamento: Terres de France – Appart’Hotel Quimper
