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Golfo di Gaeta

Golfo di Gaeta

Una colazione al caldo, in un bar stile Route 66, nella via principale della parte bassa di San Felice Circeo: è quello che dà un po’ di morale ai due Musli infreddoliti dalla notte passata al gelo! Quindi puntiamo decisi verso sud alla volta di Terracina e ci accorgiamo che dopo San Felice Circeo l’atmosfera cambia notevolmente: si passa da un’attenzione quasi milanese alla raccolta differenziata di Sabaudia ai cassonetti di spazzatura abbandonati a lato strada con immondizia incendiata e fumante sulla strada Pontina; inoltre, la parlata di stile romanesco lascia spazio ad un’inflessione più vicina al napoletano. Bisogna sottolineare che tutto questo non toglie nulla alla bellezza della città alta di Terracina, ricca di vestigia romane, in cui addirittura il lastricato originale dell’antica via Appia attraversa la piazza centrale: purtroppo il tutto è lasciato all’incuria e alla poca voglia di valorizzare un patrimonio davvero notevole.

Proseguendo lungo il golfo di Gaeta, arriviamo a Sperlonga, vero gioiello incastonato su uno sperone di roccia a picco sul mare: sia la parte più antica, caratterizzata da bianche casette (che fanno tanto Grecia) con panorama mozzafiato sul litorale, sia quella più recente vicino all’ampia spiaggia di sabbia, sono curate e pulite e fanno di questa località, a nostro parere, il più bel borgo del golfo.
A causa di un’interruzione della strada costiera siamo costretti a fare un giro più lungo e arriviamo a Gaeta a ora di pranzo inoltrata; l’istinto ci porta ad entrare da ‘Narì’, che scopriamo poi essere una rinomata tielleria/ristorante prevalentemente frequentata da locali (e questo, da esperienza, è sempre sinonimo di buona cucina e ottimo rapporto qualità/prezzo!): qui assaggiamo la famosa tiella (una torta salata che, tra due sfoglie di pasta simile a quella della pizza, prevede ripieni tra i più svariati, noi scegliamo la versione vegetariana), per poi proseguire con calamari ripieni per la Musla e (incredibilmente!) trancio di pesce spada per il Muslo, famoso per il suo feeling quasi nullo con i piatti a base di pesce! Che pranzetto gustoso!

Riprendiamo la strada e giungiamo fino a Formia per constatare che non è null’altro che il proseguimento a mare della stessa Gaeta. Il tempo si fa uggioso e nuvole minacciose ci accompagnano nell’entroterra, dove visitiamo il maestoso castello di Itri e il centro, assai poco vivace, di Fondi.
Arrivati a Sabaudia, ci concediamo un breve giro nel centro e ne ammiriamo lo stile sobrio e razionale, benché un po’ freddo e impersonale; proprio l’anno scorso ricorreva l’ottantesimo anniversario della sua fondazione. La cittadina è infatti di epoca fascista, sorta nella vasta area paludosa poi bonificata dell’Agro Pontino, città-simbolo del razionalismo italiano in architettura.
Per nostra fortuna la temperatura della casa, almeno nella camera da letto, risulta superiore di qualche grado rispetto a ieri e questo ci conforta non poco! Ad ogni modo decidiamo di consumare la nostra cena da ‘La Colomba’, uno dei pochi ristoranti aperti in zona fuori stagione; per la Musla penne panna e salmone, per il Muslo un menù classico: carbonara e cotoletta con patate, evvai!

Itinerario: Sabaudia – Terracina – Sperlonga – Gaeta – Formia – Itri – Fondi – Sabaudia (Km. 128)

Pernottamento: Casa di Piergiorgio a Sabaudia