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Champorcher

 

Racconto

Periodo: 19 - 21 agosto 2018

Pernottamento: Hotel Beausejour

Tre giorni in Valle d’Aosta all’insegna delle passeggiate in alta quota e della buona tavola! In quest’estate così calda e bella cerchiamo refrigerio a poco di due ore da casa, nella Valle di Champorcher, una delle prime che si trovano entrando nella regione da Pont-Saint-Martin. Arriviamo a destinazione a metà mattina: domani abbiamo in programma una passeggiata impegnativa a un rifugio a 2.500 m, mentre oggi optiamo per un trekking che, a prima vista, sembra una tranquilla camminata in costa fino a un simpatico laghetto a 2.200 m, il Lago di Vercoche. Dopo aver respirato a pieni polmoni l’aria pulita della valle e soprattutto aver fatto provviste di panini al formaggio al fornitissimo minimarket di Chardonney, prendiamo la cabinovia che ci porta in quota a quasi duemila metri a Laris di sopra. Ci incamminiamo per il tracciato che sale lungo i pali dell’impianto di risalita: al terzo palo il sentiero piega a sinistra e prosegue nella direzione del Bec Laris e del lago. Risaliamo quindi il costone, passiamo accanto a un gruppo di rocce di colore rossiccio per poi approdare al colle, fino ad arrivare al lago. Detta così sembra quasi un percorso in pianura padana… ma non lo è! Il sentiero è piuttosto lungo, a tratti presenta ripide salite e, complice l’insolito caldo che soffriamo nonostante la quota, arriviamo al bellissimo laghetto un po’ trasfigurati e desiderosi di riposarci e rifocillarci coi nostri corposi panini! L’impressione è che ci manchi la gamba! Il panorama intorno a noi è comunque bellissimo e alterna ruscelli, verdi alpeggi e una vista sulle vette intorno davvero impareggiabile! Il ritorno verso l’arrivo della cabinovia, come spesso accade, è più indolore… siamo comunque stanchi, assetati e accaldati: come faremo ad affrontare l’impresa di domani al Rifugio Miserin? Una volta ridiscesi a Champorcher ci rinfreschiamo in camera per poi fare due passi tra le casette in legno con il tetto in beole della località Lorè e soprattutto gustare la meravigliosa cucina del ristorante del nostro hotel Beau Sejour: una bella bottiglia di vino rosso valdostano accompagna un piatto di lardo di Arnaoud con castagne al miele e crespelle (ovviamente alla valdostana) per il Muslo e spuma di ricotta locale e ravioli al Blue d'Aoste profumati alla lavanda per la Musla. L’uso della lavanda in cucina ci fa letteralmente sballare! Concludiamo questa bella giornata con un bel cordiale alle erbe e una partita scopa all’aperto: nonostante ci troviamo a circa 1.500 m, una felpina è più che sufficiente e addirittura, durante la notte, il nostro sonno sarà agitato dal caldo provocato dallo spesso piumone del letto (o forse dal vino?!).

L’indomani, dopo una veloce colazione a Chardonney, prendiamo la macchina e ci dirigiamo verso Dondenaz… la strada è inizialmente stretta e a tornanti ma il peggio deve ancora venire: dopo qualche chilometro diventa sterrata e piena di profonde buche. Andiamo avanti finché possiamo (l’MG non è certo adatta a questo tipo di fuoristrada anche se, su esperienze passate, avrebbe molto da raccontare!) ma poi, onde incidenti alla coppa dell’olio o alle ruote, la abbondiamo a lato strada – così come hanno fatto altri – per proseguire a piedi e giungere all’inizio del percorso. Arriviamo all’imbocco della strada poderale che sale lasciandosi alle spalle le rovine di un villaggio partigiano distrutto dai nazisti nel ’44 e siamo già stanchi e con 2 chilometri sulle gambe! Passato il Rifugio Dondena, imbocchiamo il sentiero 7 che, in teoria, avremmo voluto percorrere al ritorno… in realtà si dimostra una casualità benefica dal momento che, essendo molto ripido ma più corto inizialmente e poi successivamente in falsopiano, ci risulta di più semplice percorrenza in ascesa piuttosto che in discesa. I panorami di cui godiamo sono di una impareggiabile bellezza e, più di una volta, fermandoci per riprendere fiato, ne rimaniamo estasiati! Dopo circa due ore di sudore e fatica, giungiamo alla vista del Lago Miserin e del relativo rifugio… Siamo quasi a 2.600 m e la vista che si apre a noi è davvero meravigliosa! Nonostante le buone intenzioni di mantenere un approccio light al pranzo, ci concediamo una caraffa di vino rosso e piatti sostanziosi della cucina locale: polenta concia per la Musla e patate pasticciate ai formaggi, cipolle e pancetta per il Muslo… ma sì, in qualche modo scenderemo! Riprendiamo il cammino, questa volta, imboccando il sentiero 2 (che in origine avremmo dovuto percorrere all’andata): una lunga, sassosa e, a tratti, noiosa gippabile che tornante dopo tornante, mentre il cielo si fa scuro e minaccia un temporale, ci riporta prima alla vista del Rifugio Dondena e quindi, dopo ben 7 chilometri alla nostra auto che non siamo mai stati così felici di rivedere! Abbiamo percorso quasi 14 chilometri… più del giro del Lago di Comabbio (che per noi è una sorta di metro di giudizio) ma con la differenza che qui c’è un dislivello di 600 metri! Stravolti ma felici e con ancora negli occhi tutto quello che di bello oggi abbiamo visto, visitiamo ancora il comodo e delizioso ristorante dell’hotel: questa sera un’indimenticabile pizza bianca al Blue d'Aoste profumata alla lavanda, gnocchi e ravioli… ah, le gioie della tavola!

Concludiamo i nostri tre giorni in Valle d’Aosta con una méta imperdibile: Courmayeur! Ci si arriva comodamente in autostrada (l’uscita è a poche centinaia di metri dal centro del paese) ed è tutto, e anche più, di quello che ci aspettavamo, in termini di ricercatezza e numerosità di personaggi ‘cumenda-milanese’ style. La vista sul Monte Bianco (che purtroppo oggi è incappucciato) è impagabile e Courma è tutto un brulicare di rosticcerie, negozi delle migliori marche di vestiario tecnico e non e luoghi davvero sui generis (come il ‘Prince and Princess’, vera e propria boutique o luxury pet shop come si autodefinisce, che commercializza abbigliamento e accessori moda per cani e gatti)… davvero un mondo a sé di cui rimaniamo un po’ straniti! Dopo una puntatina all’inizio della Val Ferret, dove tutti sembrano radunati quasi fosse una spiaggia nel prato del Club Des Sports Planpinceux, è arrivato, per i Musli lo storico momento di pranzare alla famosa ‘La Maison de Filippo’ in Località Entreves… Si tratta di un ristorante di cui il Muslo sente parlare ormai da una trentina d’anni, noto anche per essere stata l’ambientazione di una epocale scena di Fantozzi che cade dentro il pentolone della polenta! L’interno del locale è davvero caldo e accogliente ma noi pranziamo all’aperto vista la temperatura mite; antipasto di formaggi e salumi, polenta ai formaggi, una  terrina di maronette ( orzo castagne e fontina) e l’apoteosi di una scodella colma di castagne ricoperte di panna! Diciamo che abbiamo recuperato tutti gli etti (!!) persi nelle passeggiate dei giorni scorsi! Giungiamo nel fondovalle e, in pochi minuti, passiamo dai gradevoli 20°C circa di Courmayeur ai 30°C abbondanti di Bard, dove visitiamo il castello che, posto in scenografica posizione, dà il benvenuto in queste terre!

Abbiamo trascorso tre giorni che, in realtà, data la quantità di posti visti, vi sono sembrati una settimana in luoghi davvero magnifici, dove la natura è padrona e il silenzio regna sovrano, traendone benefici sia per il corpo, sia per la mente!

 

Traccia Trekking Laris di sopra-Lago Vercoche:

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Traccia Trekking Dondenaz-Lago Miserin:

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