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Madrid

 

Racconto

Periodo: 6- 9 dicembre 2018

Carlo è il nostro amico giramondo: ci conosciamo da dieci anni e, negli ultimi otto, lui ha cambiato spesso lavoro e soprattutto città… prima Dublino (anche su nostro consiglio, un po’ ce ne prendiamo parzialmente il merito), quindi Londra (dove siamo stati a trovarlo tre anni fa) e ora Madrid…! Come non approfittare di rivederlo e nel mentre visitare una città in cui non eravamo mai stati? Con lui esiste sempre quella magia che, nonostante ci si veda fisicamente non più di due/tre volte l’anno, fa sì che si abbia l’impressione di essersi incontrati il giorno prima… questo accade perché siamo legati da una profonda e sincera amicizia, fatta di sintonia e pensieri comuni, unita poi a un’attitudine al viaggiare con gli stessi tempi e modalità… insomma un amico con la A maiuscola, quello che sai che ci sarà sempre e anche un compagno di viaggio perfetto!

Abituati come siamo a organizzare tutto al minuto e pianificare ogni singola giornata dei nostri viaggi, per questa volta ci abbondiamo totalmente alla sua guida: è piacevole e rilassante non dover badare a quale fermata della metro scendere o a quale itinerario percorrere; è interessante sentire poi dalle sue parole racconti e curiosità su questa città che ormai è diventata la sua e di cui quindi conosce ormai vizi e virtù.

Carlo vive in pieno centro città, nel quartiere di Malasana, noto per essere un barrio molto vivace ed alternativo, dalla brulicante vita notturna. Su questo notiamo la prima differenza con le nostre abitudini lombarde; passeggiamo per i suoi vicoli, per lo più pedonali e a mezzanotte c’è un tal movimento di gente che sembra essere l’ora di punta in un sabato pomeriggio di saldi in B. Aires! Tutti i locali sono strapieni e a qualsiasi ora del giorno si vede gente mangiare e non si capisce se stia consumando la colazione, il pranzo o la cena! Gli spagnoli vivono con orari completamente diversi dai nostri: il primo turno per cenare nei ristoranti è alle 21, il secondo alle 23… e spesso accade, di buon mattino, di vedere per le strade gente stravolta che ha appena concluso la nottata mentre i netturbini si danno un gran da fare a ripulire le strade di lattine e bottiglie!

Scopriamo una Madrid insolita che la Musla, essendoci stata una ventina di anni fa, non ricordava affatto: una città che è tutta un sali e scendi, che regala viste spettacolari verso l’immensa Casa de Campo, più che un parco, una foresta allo stato brado che è cinque volte più grande di Central Park. Una città con vie e piazza imponenti (su tutte la Gran Via e Plaza de Espana) – è pur sempre la capitale! – ma che mantiene un carattere popolare nei suoi quartieri storici per lo più pedonali, con un’infinità di stradine e piazzette su cui si affacciano bassi edifici dai caratteristici balconi stretti. Quello che più ci colpisce è questa sua dualità: si passa dalla maestosità di edifici che ci riportano alla mente le Sette Sorelle di moscovita memoria ad angoli appartati e a misura d’uomo che potrebbero trovarsi in una qualsiasi città di provincia.

Come ci racconta Carlo, in città spesso si va per terrazze, soprattutto in estate, alla ricerca di refrigerio e di un po’ d’aria con vista sulla città. Noi saliamo sulla cima del centro culturale Centro Cibeles… siamo relativamente bassi (ottavo piano) ma, a causa del fatto che a Madrid pochi sono gli edifici alti, ci sembra di essere in cima all’Empire: una vista spettacolare si apre su tutta la città che ci regala un tramonto da sogno che immortaliamo con decine di scatti!

Camminiamo piacevolmente per ore chiacchierando amabilmente con Carlo e ringraziando la sorte per averci regalato un tempo stupendo: un cielo limpido e blu e un sole che, a metà mattinata, inizia a riscaldare l’aria che qui di prima mattina è frizzante come in montagna (la città è infatti a più di 600 metri di altitudine)! Abbiamo solo un po’ di sfortuna quando decidiamo di fare la nostra unica gita fuoriporta, direzione Toledo. Ci svegliamo alle sette quando ancora è buio pesto, tutto dovuto al fatto che, nonostante ci si trovi allineati alle isole britanniche, qui si mantenga il nostro fuso orario… (questo sconvolge assai la Musla!) e la luna fa capolino su un cielo limpidissimo. Peccato che poi, una volta sul treno veloce che in circa mezzora arriva a Toledo, veniamo immersi in una fitta coltre di nebbia che, ahinoi, non si solleverà per tutta la giornata! Toledo è un gioiellino e, nonostante l’atmosfera uggiosa, ne apprezziamo le bellezze e i monumenti anche se una delle sue meraviglie è appunto la vista che regala sulle pianure circostanti! Ci consoliamo con un buon pranzo a base di tapas che ovviamente, in Spagna, fanno la parte del leone… patatas bravas, spezzatino di carne speziato, merluzzo, tortillas, intingoli piccanti e non… non si può dire che in questi giorni ci siamo fatti mancare gli stravizi a tavola! Indimenticabile rimarrà il nostro pranzo galiziano di sabato alla 'Taberna Maceira' ...

Madrid ci saluta in una luminosa domenica mattina; dopo una visita al caratteristico mercato delle pulci di El Rastro (che ci fa ricordare Portobello di Londra), arriviamo nel bellissimo “salotto” della città – Plaza Mayor – dove addentiamo il famoso panino ai calamari… il problema è che sono solo le 11.30 e sono passate poco più di due ore da quando abbiamo fatto colazione! I calamari rivivranno dentro di noi fino a sera tarda…!!

Un’esplosione di vita, Madrid, una vita che è abbiamo vissuto per un tempo troppo breve ma che probabilmente rivisiteremo fra non molto tempo, complice il nostro amico Carlo!! Hasta luego!

 

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